L’arcano dei tarocchi, il Diavolo

Il diavolo viene disegnato ermafrodita perché tutti gli esseri viventi, maschi e femmine, si trovano alle prese con lo stesso problema.

Sta in piedi su un’ara, un altare, giusta collocazione perché è una schakti, un dio. Ai suoi piedi due diavoletti schiavi: un maschio e una femmina, con una grossa corda al collo, jin e yang, due forze cosmiche al suo servizio.

Il demonio ha piedi caprini ed ali di pipistrello, animale notturno. Stringe nelle mani due simboli di potere che sottolineano ancora la potenza dello jin e dello yang. Pure i fuochi e il fondo rosso simbolizzano un grande potere. La testa d’ariete collega ancora al simbolo del fuoco e questo ricorda Baphomet, l’idolo che i templari sono stati accusati di adorare.

Solve et coagula, scritta sulle braccia, fa capire un processo evolutivo graduale. La parola diavolo, ha in sé il concetto di dualismo.

il Purusha è l’Uno, la Prakriti il due. Tutto il mondo fenomenico è dualistico. Alla Prakriti corrisponde il mondo fenomenico, la Femmina Oscura. E’ opportuno, per questa ragione, capire quest’Arcano, come tutti gli Arcani Maggiori, e superarlo, facendo attenzione a non penetrarlo e a non farsi penetrare, cosa piuttosto difficile visto che è pervaso dal fascino dell’eros.

E’ così che il diavolo si ricollega al sesso.